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Lo scandalo nello scandalo

Da giorni si discute oramai della megafrode di note aziende italiane ed internazionali appartenenti ad una grande multinazionale: carne equina all’interno di tortellini e lasagne precotte che dovevano contenere carni bovine.

Prima di addentrarci nei dettagli della frode stessa ed i riscontri sul piano della salute per la persona, cogliamo l’occasione per parlare di due aspetti più generici.

Diciamolo finalmente a voce alta e basta nasconderlo: la CARNE fa MALE. E non c’è bisogno di scalpitare di fronte a cotanta dichiarazione, poiché è risaputissimo. La tesi decennale secondo cui il consumo di carne è necessario all’uomo per l’apporto proteico, vitaminico e in ferro, è stata schiacciata da numerosissimi (e ormai anch’essi decennali) studi da parte di figure autorevoli nel campo della ricerca. Quindi, la convinzione che la carne sia indispensabile, rimane un fattore culturale più che nutrizionale. E stiamo parlando di carni “biologiche”, di animali curati e naturalmente nutriti. Per tali ragioni, e proprio per un aspetto culturale, non stiamo qui a dire che si debba diventare per forza vegetariani, ma si consiglia quanto meno di ridurne il più possibile il consumo.

Si aggiunga a questo che quasi nessuno, oggi, si cresce in casa l’animale, come accadeva in passato. Aimè, se facessimo un rapporto tra il consumo mondiale di carne ed il numero di capi necessario a soddisfare tutti (basta fare un giro su internet e possiamo notare che tali dati esistono), ci renderemmo conto che è quasi assurdo pensare come si riesca a determinare la nascita e rapida crescita di tanti animali. E in effetti, nella logica della natura, questo è impossibile, poiché basandoci sul ciclo naturale della vita avremmo già dato fondo ad gni genere di razza animale, determinandone l’estinzione. Come fa a non essere chiaro il palese intervento dell’uomo? Forse immaginiamo ancora stalle in cui qualche buon cuore umano sostiene la vacca durante il parto del vitellino?? Forse sì, ci piace immaginare che avvenga ancora così, ma la triste realtà ci dice che l’intervento umano è molto più disastroso che utile. Perché? Rispondiamo con le parole del famoso oncologo italiano Prof. Umberto Veronesi:

Pochissimi sanno che per produrre un chilogrammo di carne bovina sono necessari oltre 5.000 litri di acqua: un consumo non ecologico e ingiustificabile, dal momento che le proteine animali possono essere tranquillamente sostituite da quelle vegetali, mantenendo inalterato il fabbisogno giornaliero di quel nutriente. Pochi sanno anche che molti tumori sono ormono-sensibili: una dieta ricca di prodotti contenenti ormoni come la carne, ad esempio, facilita lo sviluppo delle cellule tumorali. E che il colesterolo e i grassi saturi che sono presenti nella carne rossa possono invece creare problemi cardiocircolatori”.

Il problema è proprio questo: non si sta qui a demonizzare la carne in sé, ma il fatto che per averne tanta tutti i giorni, l’animale deve essere ormono-trattato (a volte “ormono-prodotto”). Gli ormoni utilizzati per lo sviluppo dell’animale, al consumo della carni, possono facilmente entrare in contrasto con gli ormoni del nostro corpo, con conseguente generazione di patologie.

Facciamo un altro passo. Se non avete letto l’articolo sulle frodi, fatelo, perché è più semplice comprendere questo concetto. Cosa pensate che vi possa essere all’interno di prodotti industriali precotti?? La farina dell’orto della nonna? La carne della massaia? Le verdure di stagione?? Speriamo sia così, ma potremmo aspettarci solo questo?? Che dire dei conservanti ed ogni altro genere di additivi aggiunti per la resa “del gusto” di un alimento. Dico: vi pare che una lasagna da noi preparata e tenuta poi in frigo mesi e mesi, possa poi avere la stessa fragranza e lo stesso buon sapore del giorno in cui è stata preparata?? Bah… Non credo proprio. Ad ogni modo, l’abitudine a mangiare il precotto è ormai rinomata, ed ha cancellato tradizioni sane, creatività in cucina, fantasia, natura e salute.

Infine, analizziamo l’ultima delle migliaia di frodi, tra quelle che si conoscono e le migliaia e passa che non si conoscono. Perché tanto trambusto se nella carne bovina troviamo quella equina, addirittura considerata più pregiata?? Ebbene, il mito della carne equina migliore delle altre, poiché più magra e più proteica e con più ferro, è da demolire: pur ammettendo questi aspetti non si dichiara mai la maggior tossicità di tal carne rispetto ad altre già tossiche, per svariate ragioni che vanno dalla capacità di far aumentare considerevolmente gli acidi urici del nostro corpo (anche per sentito dire, non è certo un bene) e il maggior apporto di tossine “da fatica”, ossia quelle tossine che si sviluppano negli animali per traumi da spavento specie se maltrattati durante il trasporto alla macellazione.

In secondo luogo, allorché l’ingrediente aggiunto (in questo caso la carne equina) non viene dichiarato, non è da considerare solo l’aspetto legale legato al diritto del consumatore di sapere quel che sta consumando, ma vi è anche un discorso di tracciabilità rispetto alla provenienza delle carni stesse. Sono carni putrefatte e chimicamente trattate? Da quale allevamento provengono?? In questa situazione imbarazzante la principale preoccupazione, nonostante le smentite, è l’ipotesi che siano stati utilizzati carni provenienti da cavalli da corsa. Animali, quindi, classificati come non destinati alla produzione di alimenti (non dpa). Ipotesi confermata col ritrovamento di tracce di fenilbutazone in diverse carcasse di carne (non è il caso dei prodotti in vendita in Italia), un farmaco antidolorifico e antinfiammatorio molto utilizzato per i cavalli sportivi e da corsa, la cui carne non deve assolutamente finire nel circuito alimentare per il malanno che tali sostanze provocano all’uomo. Fa pensare che, secondo diverse fonti, anche in Italia, è pratica comune mandare i cavalli sportivi italiani a fine carriera in Romania, dove vengono macellati per poi essere reintrodotti in maniera fraudolenta nel circuito alimentare sotto forma di carne trita.

Rimando a voi il giudizio non tanto etico e di coscienza, ma realmente soggettivo. Perché curarci e non prevenire???

Marcello Greco

Dietista a Domicilio (Lecce, Brindisi e Provincia)

Counselor Nutrizionista

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