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Il Tofu

Il tofu è un cagliato di soia (tipo ricotta). La parola tofu significa in cinese “carne senza osso” e del formaggio (a cui assomiglia solo per l'aspetto e per il procedimento di produzione) praticamente ha solo la consistenza. È in pratica ricavato dalla coagulazione del latte di soia. Quest'ultimo si ottiene mettendo a bagno i semi di soia, macinandoli, cuocendoli e filtrandoli. E' una bevanda che assomiglia al latte vaccino, ma è di origine vegetale. Contiene acidi grassi polinsaturi essenziali, lecitina e proteine vegetali ricche di aminoacidi essenziali. Il latte di soia una volta coagulato, viene successivamente pressato in blocchi standard solitamente a forma di parallelepipedo.

Secondo la tradizione popolare cinese e giapponese, ad inventarlo fu il monaco taoista Lin An, vissuto intorno al 160 a. C. Grazie alla sua ricchezza di proteine di ottimo valore, all’assenza di lattosio e alla povertà di grassi, risulta essere elemento fondamentale per una sana alimentazione.

Per la tipica proprietà di acquisire i sapori con i quali viene accompagnato, il tofu viene chiamato “il camaleonte degli alimenti”; per cui, arricchito con i sapori della buona tavola mediterranea soddisfa anche i palati più esigenti. La sua caratteristica principale è la sua eccellente malleabilità culinaria; come detto si adatta a molte preparazioni di cucina classica, dietetica, alternativa o vegetariana. Si sa con certezza che questo alimento era conosciuto, prodotto e consumato in Cina già nel II Secolo d.C. Tuttavia, le varietà prodotte a quei tempi differivano da quelle contemporanee. La grande diffusione del tofu in oriente probabilmente ha coinciso con quella Buddhismo, che riteneva importante il tofu come sorgente di proteine come base di una dieta vegetariana.

Molti continuano a pensare che il tofu si possa mangiare crudo. Ma così non è. Va anche detto infatti che nella tradizione culinaria in cui il tofu è nato si usa addirittura cuocerlo due volte, o almeno metterlo sotto marinatura saporita. La prima cottura infatti non è necessario che sia sul fuoco, ma può trattarsi anche solo di tenerlo pressato per un'oretta o più (prima della tempura per esempio), oppure sottoporlo a marinatura con sale e aromi.

ATTENZIONE PERO’: alla luce di recenti studi si ritiene che i derivati della soia non debbano essere assunti comunque in maniera massiccia, come del resto ogni alimento. Il problema è che la soia è ricca di fitoestrogeni (soprattutto isoflavoni), composti a effetto ormonale. La maggior parte dei vegetali che mangiamo ne contiene tracce, ma la soia ne ha di più. I fitoestrogeni sono analoghi agli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili, che l'organismo della donna cessa di produrre dopo la menopausa. Per questo molte donne si servono di prodotti alimentari a base di soia per combattere disturbi della menopausa come le vampate o l'aumento dell'osteoporosi. Ma, come hanno confermato numerosi studi effettuati negli anni 2000, proprio a causa dell'effetto dei fitoestrogeni sull' apparato riproduttivo, e sulla salute del seno, è sconsigliabile mangiare troppa soia. Lungi dall’affermare che la soia, a prescindere dai vari studi e le svariate smentite, sia un alimento negativo per la salute, si consiglia comunque di non farne abuso, come lo si consiglierebbe per qualunque altro alimento ad elevato contenuto proteico.

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