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Cibo e proverbi, perle di saggezza!

Linguaggio e cibo... cibo e cultura... cultura e fantasia... fantasia e metafore... metafore ed insegnamenti... insegnamenti e racconti... racconti e linguaggio…

Come la lingua parlata, il cibo, nelle sue mille sfaccettature, contiene e trasporta con se la cultura di chi la pratica, è custode delle tradizioni e dell’identità di un gruppo. Che dir si voglia, ogni singolo alimento può rappresentare un veicolo di scambio di “saperi”: è uno strumento infallibile per filosofare, nonché un modo per creare un primo contatto tra diverse culture, o semplicemente per creare un incontro tra modi diversi di interpretare una situazione, giacché masticare l’altrui cultura vuol dire proprio “cercare una mediazione”. A volte lo si può fare nei modi più strani ed insospettabili: insegnare a vivere, a socializzare e a determinare uno stile di vita e di comunione attraverso giochi di parole, come i PROVERBI.

I proverbi sappiamo tutti cosa sono, e non c’è da meravigliarsi se tali massime citino molte volte, nella loro formulazione, alimenti di ogni tipo. Del resto il cibo è vita, e la vita si vive nel quotidiano, e i proverbi si ispirano alla quotidianità.

Oggi giochiamo assieme, oggi vi invito a rivivere i quotidiani insegnamenti, quelli tramandati di generazione in generazione tramite la parola, collegati magicamente a sapori, profumi, sempre validi, sempre odierni, sempre utili. Oggi vi invito ad essere depositari di cultura, incentivandovi a ricordare assieme dei proverbi, che esprimono la loro saggezza attraverso il rifermento (esplicito o implicito, che riguardi poi il mondo della tavola o altri contesti) ad un cibo. Sarebbe bello se il proverbio venisse scritto nella propria lingua dialettale, così come appreso dalle generazioni precedenti, per poi essere tradotto e perché no, magari, in maniera molto semplice anche spiegato! Seguite l'esempio, il banchetto lo apro io, servendovi un primo proverbio! Spero poi la bacheca dei commenti sia colma della saggezza delle nostre terre!!

Cibo e Proverbi 

Quandu la vorpe no ‘rriva all’uva dice ca è uscia” (massima riportata in dialetto salentino, cutrofianese)

Traduzione: “Quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba”.

Probabilmente ha origini greche (da una favola di Esopo), vuol dire: “Sostenere orgoglioso, dopo una sconfitta, di non aver mai desiderato la vittoria, o disprezzare il premio non ottenuto e in realtà fortemente cercato, pur di non dar a vedere che la sconfitta pesa”.

BUON DIVERTIMENTO, E A TUTTO APPRENDIMENTO!!!

Marcello Greco 

Dietista a Domicilio (Lecce e Provincia)

Counselor Nutrizionista

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