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Cuocere o scaldare al Microonde

“Cucinare col forno a microonde è veloce, semplice e conveniente”! Questo l’irresistibile slogan che ha fatto in modo che un nuovo elettrodomestico entrasse nelle case di tutto il mondo. È possibile però che questo oggetto miracoloso si riveli un farsa, dal momento che fino ad oggi poco si è detto sui possibili rischi legati ad una tecnologia assai controversa.

Il meccanismo di funzionamento del forno in questione è abbastanza semplice: un dispositivo (chiamato magnetron) genera un campo di corrente elettrica alternata. Il campo elettrico che ne deriva produce un effetto di “scuotimento” delle molecole che costituiscono l’alimento, specialmente quelle dell’acqua, ma anche di lipidi e proteine. Questa frizione intermolecolare (immaginate delle mani che si sfregano per produrre calore per comprendere il principio) genera un calore che riscalda il cibo in modo completamente diverso rispetto al metodo convenzionale: dall'interno verso l’esterno.

Si ritiene da parte di molti che i forni a microonde siano stati ideati durante la seconda guerra mondiale in Germania per facilitare la preparazione del cibo nei sottomarini; altri dicono che gli stessi scienziati svilupparono tale invenzione per facilitare le manovre durante l'invasione dell'Unione Sovietica. In ogni modo l'invenzione è databile dalla Seconda Guerra Mondiale. Di fatto, i possibili danni delle microonde sui sistemi biologici sono conosciuti sin dalla loro prima applicazione nei radar, proprio durante la seconda guerra mondiale: chi lavorava con questi apparecchi era infatti più soggetto allo sviluppo di leucemie. Scienziati tedeschi avevano già fatto della ricerca negli anni Trenta sugli effetti delle microonde sul sistema nervoso umano e degli animali. Questi studi portarono alla definizione di limiti di sicurezza molto severi che però non furono mai presi sul serio dagli scienziati statunitensi, tant'è vero che quando negli anni Sessanta iniziò a diffondersi il forno a microonde, vennero utilizzati limiti mille volte più alti.

Negli stessi anni Settanta iniziarono a comparire anche in Europa e Stati Uniti le prime ricerche che mettevano in dubbio la sicurezza dei cibi cotti a microonde. Studi istologici su broccoli e carote cotti con microonde rilevarono che la struttura molecolare dei nutrienti veniva deformata a tal punto da distruggere le pareti cellulari. Da allora fino ai nostri giorni gli studi condotti sono stati diversi e gli aspetti più controversi che sono stati evidenziati riguardano:

  • l’emissione di microonde dagli apparecchi;
  • i rischi igienici dovuti ad una cottura non omogenea;
  • la migrazione di sostanze tossiche contenute negli involucri all'interno dei cibi;
  • un’alterazione anormale delle sostanze nutritive degli alimenti;
  • un’alterazione cancerosa del sangue in seguito al consumo di questi alimenti.

Nonostante il fatto che nei vari paesi siano stati stabiliti dei valori limite di esposizione alle microonde, nulla è stato fatto invece per ammonire l’utilizzatore sui possibili rischi evidenziati da questi studi. Questi valori limite, infatti, si riferiscono esclusivamente alle emissioni di microonde verso l’esterno del forno e non alla quantità di radiazioni cui sono sottoposti i cibi all'interno dei forni. In realtà esiste da più di vent'anni anni una prova, che il tribunale svizzero ha soppresso, che dimostra come il cibo trattato con le microonde possa danneggiare il sangue in modo rilevante.

Nel 1989, un nutrizionista svizzero, il Dottor Hans-Urich Hertel fece delle scoperte allarmanti sull'uso del forno a microonde. Ma nonostante ciò per più di dieci anni ha dovuto lottare per avere il diritto di far sapere al mondo che cosa aveva scoperto. Il punto che ha cercato in tutti i modi di rendere noto al pubblico è di interesse vitale per i consumatori: tutti i cibi che vengono cucinati o scongelati nel microonde possono causare dei cambiamenti del sangue che indicano lo sviluppo di un processo patologico presente anche nel cancro. Hertel contatto il Professor Bernard Blanc dell' Istituto Federale di Tecnologia per sviluppare un programma di ricerca a largo raggio sull'effetto del cibo trattato con microonde negli esseri umani. I due scienziati decisero in seguito di ridurre la loro ricerca ad un livello più limitato, quando il Fondo Nazionale Svizzero non si dichiarò disponibile a finanziare il loro progetto. Selezionarono otto individui dell'Istituto di Macrobiotica di Kientel in Svizzera che seguivano una dieta strettamente macrobiotica, compreso anche il Dottor Hertel: questo per ridurre al minimo la presenza di elementi che avrebbero potuto essere considerati fuorvianti per i loro effetti sull'analisi del sangue. Tutti i volontari avevano un'età compresa fra i 20 ed i 40 anni, tranne Hertel che aveva 64 anni. Come Hertel scrive nel suo libro "Ciò che i dottori non ci dicono", per otto settimane i soggetti sotto studio vissero tutti nello stesso albergo senza fumare e bere alcolici. Ad intervalli di 5 giorni, i volontari ricevevano uno degli otto tipi di cibo disponibili a stomaco vuoto:

  • latte crudo biologico;
  • lo stesso latte preparato in modo tradizionale;
  • lo stesso tipo di latte scaldato in forno a microonde;
  • latte pastorizzato in forma tradizionale;
  • verdura da cultura biologica cruda;
  • la stessa verdura cucinata in forma tradizionale;
  • la stessa verdura surgelata e scongelata in forno a microonde;
  • la stessa verdura cucinata in forno a microonde.

Ai volontari fu prelevato il sangue immediatamente prima di mangiare e a intervalli fissi dopo avere mangiato i suddetti cibi. Si osservarono dei cambiamenti significativi del sangue di coloro che avevano consumato cibo trattato con forno a microonde; mutamenti consistenti in una riduzione di tutti i valori dell'emoglobina e del colesterolo, sia del colesterolo "buono", sia “cattivo” (Nexus, 1995; Aprile / Maggio: 25-7). I linfociti (globuli bianchi) mostravano una diminuzione a breve termine più evidente dopo che era stato consumato del cibo trattato a microonde che dopo avere consumato del cibo cucinato in maniera tradizionale. Inoltre, Hertel scoprì un'associazione altamente significativa fra la quantità di energia a microonde nel cibo preso in esame e la luminescenza di quei batteri che si illuminano, se esposti ad una luce speciale, nel sangue di coloro che ne avevano mangiato. Hertel concluse che tale energia poteva essere trasmessa a coloro che mangiavano cibo cucinato a microonde. Oltre agli effetti suddetti, Hertel notò anche effetti non termici che, egli sostiene, alterano la permeabilità della membrana cellulare poiché cambiano i potenziali elettrici fra l'esterno e l'interno della cellula. Le cellule danneggiate diventano quindi facile preda dei virus, dei funghi e di altri microrganismi. I meccanismi naturali di riparazione delle cellule vengono anch' essi alterati. Quando il cibo è trattato con microonde, il forno emette una potenza di 1000 watt o ancora di più; la distruzione e la trasformazione delle molecole del cibo che ne risulta produce dei nuovi composti che si chiamano "radiolitici", sconosciuti in natura. mÈ opinione corrente nei circoli scientifici che i cibi trattati a microonde non contengano livelli significativamente alti di composti radiolitici più dei cibi cucinati in maniera tradizionale, ma i risultati portati da Hertel suggeriscono il contrario. Le analisi del sangue dei volontari confermavano che in coloro che consumavano cibo trattato a microonde non tutto andava bene. Tali risultati sono simili a quelli delle persone tendenti all'anemia; i risultati erano più evidenti e significativi statisticamente nel secondo mese della ricerca. Inoltre, in correlazione con la diminuzione dei valori, si erano innalzati i livelli di colesterolo.

Non è difficile capire perché la pubblicazione dei risultati della ricerca nel 1992 abbia causato allarme in Svizzera. Nel Marzo 1993, il Tribunale per il Commercio di Berna, a seguito di una denunzia della Associazione Svizzera dei Produttori di Apparecchi Elettrici Domestici ed Industriali, ha fatto divieto al Dottor Hertel di dichiarare, pubblicamente o per scritto, che i forni a microonde sono dannosi alla salute. Non ubbidire a questo ordine avrebbe potuto significare una multa di 5000 Franchi Svizzeri o addirittura un anno di prigione. La Corte Federale di Losanna ha confermato questo verdetto nel 1994 giustificandolo sulla base della Legge Svizzera contro la Concorrenza Sleale che proibisce "dichiarazioni discriminanti, false, ingannevoli e dannose contro un produttore e i suoi prodotti" (Giornale delle Scienze Naturali, 1998;1: 2-7) una legge che prende esclusiva-mente in considerazione la facoltà di impedire il commercio in sé e non l'intento di nuocere. Tale legge imbavaglia anche la stampa svizzera poiché qualsiasi osservazione che possa essere considerata una critica del forno a microonde può con facilità portare ad un processo. Le opinioni svizzere sulle scoperte del dottor Hertel non sono condivise dal resto dei paesi europei. Nell'Agosto del 1998, La Corte Europea dei Diritti Umani stabilì che l'ordine del silenzio emesso dalla corte svizzera contro il Dottor Hertel era contrario al diritto di libertà di espressione: La Corte Europea ordinò anche alla Corte Svizzera di pagare un compenso di 40.000 franchi svizzeri come risarcimento.

Ed oggi??

Ebbene le scoperte sensazionali di Hertel sono state convalidate da testimonianze che spuntano qua e là in tutto il mondo. Gli studi sono centinaia, peccato però che vengano ancora definiti come “da accertare”, ed è per tale ragione che siamo costretti a dire che si sa tutto, ma non si sa abbastanza, anzi… non si sa nulla! Ma, continuate a leggere e fatevi un’idea!!

Riscaldare o scongelare latte materno nel forno a microonde causa un diminuzione del livello di fattori anti infettivi del latte, anche se si usano basse temperature tra 20 e 53°c. (Paediatrics,1992;89: 667-9). Un altro studio, fatto a Vienna, provò che cuocere al microonde causa cambiamenti notevoli delle proteine del cibo, cosa che non si verificava dopo una cottura tradizionale. Altre ricerche hanno dimostrato che il latte per neonati trattato con microonde può causare cambiamenti molecolari degli aminoacidi delle proteine del latte, causando in tal modo tossicità o cambiando il valore nutritivo del latte stesso. Lo studio fu però minimizzato sottolineando che la quantità di proteine cambiate era molto piccola (Journal of the American College of Nutrition, 1994; 1: 209 -10). Non tutte le testimonianze sono comunque negative. Gli scienziati di un laboratorio dell'Istituto di ricerca di Zeist, in Olanda, hanno svolto una ricerca di 13 settimane sugli effetti del cibo trattato a microonde, sulla composizione del sangue ed altri indicatori sanitari su topi e sembra che non abbiano riscontrato nessun effetto negativo (Food Chemical Toxic, 1995; 33: 245 -56 ). Comunque va tenuto presente che si tratta di studi su animali e non sempre si possono applicare ad essere umani. Un altro problema del cibo trattato a microonde è che esso ha un colore ed un sapore meno forte se paragonato al cibo cucinato in modo tradizionale soprattutto ciò si verifica nei cibi che contengono della pasta. Questo fatto ha sviluppato ed incoraggiato la produzione di additivi che possono essere usati nei cibi per forno a microonde e che riproducono artificialmente i colori ed i sapori che i consumatori si aspettano di trovare. Spesso pane e cereali vengono venduti in involucri cerati per poter facilmente essere scaldati a microonde. Ma uno studio ha dimostrato seguendo le istruzioni risultava che il 60% della cera passava nel cibo (Food Additives and Contaminants, 1994; 11: 79 -89).

Ma non sono in pochi coloro che affermano l'esatto contrario di questi studi! A chi dar retta?

Qualche volta le leggi che sembrano fatte per proteggerci sono quelle a cui ci dobbiamo opporre più fortemente. Le leggi del marketing cozzano vanno spesso a braccetto con le politiche economiche industriali, le quali a loro volta cozzano con le leggi della scienza e della natura!

Come possiamo difenderci?

Ebbene, che gli studi possano essere confermati o meno, io punterei sempre al tradizionale, anche semplicemente per scaldare! Ma, qualora non si voglia e possa far a meno della rapida tecnologia del microonde, almeno si prenda in considerazione questi piccoli suggerimenti!

  • Controllare periodicamente specialmente lo sportello di chiusura che è la parte più soggetta a perdite.
  • Non aprire mai la porta quando il forno è in funzione.
  • Stare ad una distanza di almeno circa 90 centimetri (specialmente i bambini); quando il forno è in funzione per evitare effetti cumulativi anche per esposizioni limitate. Il cristallino degli occhi è la parte a maggior rischio per una esposizione alle microonde perché non ha modo di disperdere l'energia termica o in altro modo.
  • Evitare di cucinare a microonde cibi surgelati o preparati, specialmente se vanno cotti nel loro involucro.
  • Non usare contenitori in PVC.
  • Non incoraggiare gli adolescenti ad usare cibo scaldato a microonde o ad usare il forno in generale.

Sappiate che la maggior parte dei ristoranti usa cibo da microonde in grandi forni industriali che risultano ancora avere maggiori rischi per i consumatori, e i clienti dovrebbero esserne informati. Il messaggio è abbastanza chiaro. Non cuocete cibi in forni a microonde, specialmente per i bambini, a meno che non ci sia una vera urgenza. Non date ascolto alla pubblicità ingannevole che vi offre "una preparazione veloce" per la vostra vita "piena di impegni". Rendetevi conto che il vostro corpo ha bisogno di cibi genuini preparati nel modo più genuino possibile in modo da farlo funzionare al massimo. Più vengono consumati cibi non genuini e sempre più gli organi del vostro corpo saranno colpiti negativamente verso la degenerazione e la malattia. Trattate il vostro corpo come trattereste una Ferrari, non come un bidone della spazzatura.

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