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Utensili con rivestimento Antiaderente

Un utensile in alluminio antiaderente ha tutte le prerogative di un utensile in alluminio crudo (maneggevolezza, capacità di condurre il calore) aggiungendo a queste il fatto di essere antiaderente. Il rivestimento antiaderente maggiormente impiegato per rivestire padelle e tegami in alluminio è a base di PTFE, noto anche con il nome di Teflon, un polimero inerte dotato di elevata resistenza termica e chimica.

Ultimamente l’impiego del Teflon come materiale per rivestire utensili da cottura è stato messo in discussione a causa di notizie errate nate dall'aver confuso un altro composto (il PFOA) con il PTFE, ma il PFOA è assente nei rivestimenti antiaderenti. I rivestimenti antiaderenti sono in commercio da più di 40 anni e sono sicuri per la loro destinazione d’uso. La FDA (Food and Drug Administration) ha ribadito che particelle di materiale antiaderente, anche nel caso in cui vengano accidentalmente ingerite, non costituiscono un pericolo per la salute. Grazie alla loro inerzia chimica, infatti, non subiscono alcuna trasformazione ma passano inalterate all'interno dell’organismo come una fibra alimentare, risultando quindi innocue per il nostro corpo. Per questi motivi l’uso di pentole e padelle graffiate non comporta alcun rischio per la salute del consumatore ma al limite andrebbe sostituito semplicemente perché esso cessa di assolvere alla sua specifica funzione di essere antiaderente. A riprova della sua inerzia chimica e quindi della sua sicurezza, si evidenzia che il fluoropolimero utilizzato nei rivestimenti antiaderenti per padelle viene anche impiegato in chirurgia per rivestire gli stimolatori cardiaci ed anche in chirurgia toracica.

Le pentole con rivestimenti antiaderenti possono essere riscaldate a temperature fino a 260°C senza danneggiare il rivestimento. Questa temperatura è di gran lunga superiore a quella necessaria per bollire, friggere, cuocere in forno. Ad esempio:

  • l’acqua bolle a 100°C;
  • le normali temperature usate per rosolare la carne vanno dai 200 ai 240°C;
  • in forno, le temperature più elevate utilizzate per cuocere il pollame o le verdure si aggirano intorno ai 230°C;
  • dolci e biscotti vanno cotti solitamente a temperature comprese fra 160°C e 200°C.

E’ importante sapere che la temperatura di cottura massima consigliata per conservare i valori nutritivi degli alimenti in assenza di liquidi, come ad esempio la grigliatura, è di 250°C. L’impiego di pentole, padelle e tegami antiaderenti comporterebbe i seguenti vantaggi:

  • Sicurezza per la salute delle persone perché il cibo non si attacca al fondo evitando lo sviluppo di sostanze dannose o addirittura tossiche a causa dell’effetto combinato di surriscaldamento e disidratazione.
  • Sicurezza per la dieta alimentare perché le pentole antiaderenti permettono di cucinare senza oli e senza grassi.

Nel settembre del 2011 la rivista Altroconsumo ha messo sotto esame diverse padelle antiaderenti sottoponendole a rigorosi test. Al di là delle diverse prestazioni evidenziate dai diversi modelli, l’indagine ha evidenziato l’assenza di rischi per la salute e anche nel caso di rivestimento graffiato non è stato rilevato il rilascio di sostanze pericolose. La durata e la performance di un utensile antiaderente dipendono essenzialmente dallo spessore della padella e dalla qualità del rivestimento. Il surriscaldamento e l’abrasione/graffiatura sono i fattori che ne influenzano maggiormente la durata. Un rivestimento di qualità applicato ad una padella sottile è un controsenso in quanto essa si surriscalderà facilmente e i risultanti punti di surriscaldamento saranno in grado di compromettere anche il miglior rivestimento. Tutte le considerazioni fatte a proposito degli spessori negli utensili in alluminio valgono anche nel caso di utensili in alluminio antiaderente con l’aggiunta del fatto che uno spessore sufficientemente elevato agisce come una salvaguardia termica per il rivestimento stesso. Una notevole importanza al fine della durata e della qualità di un utensile antiaderente è quindi da attribuire al corpo in alluminio. Per garantire una durata superiore dei rivestimenti antiaderenti si consiglia di non usare utensili metallici taglienti, di non tagliare il cibo all’interno dell’utensile e di utilizzare utensili da cucina in legno, plastica o silicone. Si consiglia in ogni caso di utilizzare sempre una fonte di calore di dimensioni che si adattano a quelle del fondo dell’utensile; di centrare l’utensile sulla fonte di calore. È inoltre sempre sufficiente una fiamma moderata.

In sintesi, le pentole antiaderenti sono ottime nell'uso quotidiano, ma la domanda è: siamo totalmente sicuri che nonostante gli studi l’ingestione del teflon risulti del tutto inerte nel nostro organismo?? E il corpo della pentola, non sempre costituito da alluminio puro, non rilascia alcuna sostanza una volta che il teflon è stato rimosso? Non si sconsiglia certo l’uso di pentole antiaderenti, ma si evitino graffi e abrasioni, se presenti in maniera più che evidente, forse è il caso di sostituire l’utensile! Sempre è opportuno ricordare che fondamentale è l’acquisto di prodotti di qualità certificata, considerando che a quanto pare non tutte le pentole (leggasi made in China e non solo) hanno realmente un rivestimento in PTFE, ed alcune hanno presentato una componente del nocivo PFOA. Secondo studi effettuati negli Stati Uniti presso la University of Exeter e pubblicati sulle pagine della rivista scientifica Environmental Health Perspectives, il PFOA non solo è cangerogeno a basse quantità, ma ad elevate quantità favorirebbe patologie che coinvolgono la tiroide.

Insomma, le attenzioni per la salute non sono mai abbastanza!

Ha recentemente fatto il suo ingresso nel mondo dei rivestimenti anche il rivestimento antiaderente chiaro che unisce alle doti di un tradizionale rivestimento antiaderente un colore chiaro apprezzato soprattutto nel campo della ristorazione professionale per poter meglio controllare il grado di limpidezza del cibo in fase di cottura. Tutti i rivestimenti antiaderenti a base di PTFE non contengono Nichel, metalli pesanti e PFOA.

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